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Friday, January 28, 2011

CASE PREFABBRICATE DISPERDENTI

L’INVOLUCRO ISOLATO DELLE CASE PREFABBRICATE E’ GARANZIA DI BASSE DISPERSIONI TERMICHE E BOLLETTE ENERGETICHE CONTENUTE. LE VETRATE, PER QUANTO EFFICIENTI, RESTANO IL PUNTO DEBOLE DELL’EDIFICIO E PRINCIPALE CAUSA DI DISSIPAZIONI DEL CALORE.


Volevo sapere una sua opinione in merito alla costruzione delle “case prefabbricate” o meglio sul suo orientamento, in quanto io possiedo un terreno con giardino rivolto a nord sul quale vorrei fare affacciare delle belle vetrate, ma le case costruttrici non mi assicurano che vada a risparmiare in termini di spesa per quanto riguarda il riscaldamento e la refrigerazione estiva.


La progettazione di un edificio (qualsiasi edificio e non solo la nostra abitazione in legno) deve basarsi su una serie di elementi che ne determineranno l’architettura.

I principi bioclimatici sono solo uno di questi fattori, ma non necessariamente il più importante. Molto dipende dall’impostazione specifica che si intende dare al progetto.

Faccio un esempio banale. Se a nord posso godere di una veduta mozzafiato sulle montagne, mentre a sud mi affaccerò sulla zona industriale, ritengo che si tratti di un punto di una certa importanza, certamente prioritario rispetto all’orientamento solare.

Sta alla capacità del progettista coniugare con sapienza i vari elementi, disponendo opportunamente i locali, cercando di minimizzare le dispersioni termiche e valorizzando l’inserimento nel contesto.

case prefabbricate, efficienza energeticaA volte penso alla progettazione come all’ideazione di una ricetta di cucina (qualche mio collega potrebbe inorridire), in cui l’arte del combinare i diversi ingredienti a disposizione può portare a risultati qualitativamente assai diversi. La parola chiave è “equilibrio”. Poco o troppo sale in un piatto possono spostare di molto il nostro giudizio con il cibo, così come in un buon progetto non dovrebbe prevalere l’ingrediente bioclimatico a scapito di altri elementi, ma è necessaria una coerenza generale rispetto alle aspettative del cliente (costruttive, formali e funzionali), i vincoli urbani ed edilizi (legati alla forma del lotto, i regolamenti edilizi, le tipologie locali).

Cosa centra tutto ciò con il titolo dell’articolo? Un lungo e necessario preambolo per rassicurare il lettore rispetto a quanto affermato dalla ditta di case prefabbricate.

La sua casa non è una “macchina termica”. Può esserlo, se questa è la sua esigenza.

Penalizzare l’abitabilità per aumentare il “guadagno solare” è sensato solo se ne siamo davvero convinti. Le vetrate a nord disperdono calore? Verissimo! Installi dei tripli vetri. Esistono sul mercato dei serramenti a basso consumo delle finestre che possono garantire una trasmittanza di 0,5 W/m²K. Tale modifica comporta un extra costo assolutamente giustificabile, che può tradursi in un buon investimento negli anni, con un sensibile risparmio sulla bolletta energetica.

Andando oltre, il problema, semmai, è legato alla “progettazione inconsapevole”.

Mi capita spesso di confrontarmi con progetti di abitazioni altamente disperdenti, le cui scelte compositive appaiono evidentemente frutto dell’ideazione estemporanea, senza regole o principi di fondo. Non intendo assolutamente darne un giudizio formale, ma se scelgo di movimentare l’involucro con rientri, sporgenze, muri obliqui, logge, sporgenze, sfasamenti, tetti con incastri, abbaini, terrazze, dovrebbe esserci una ragione.

L’involucro semplice è la forma meno disperdente per un edificio.

Se scelgo consciamente di allontanarmene per valide ragioni, non si tratta necessariamente un errore progettuale. Se però lo faccio senza alcun motivo (mi piaceva una casa un po’ movimentata ….. ho detto al mio geometra che non sopporto le case prefabbricate troppo semplici), rendo prioritario l’aspetto formale rispetto ad altri fattori, senza valutare possibili opzioni, altrettanto efficaci nel movimentare la sagoma (porticati, pergolati, bovindi) ed in grado di svolgere un efficace azione di protezione solare nella stagione estiva.

Le case prefabbricate dovrebbero essere progettate sin dall’inizio come edifici in legno a basso consumo e non come adattamento finale (il mio tecnico me l’ha sconsigliato) di progetti ideati per il laterocemento.

L’efficienza energetica reale dell’edificio dipende certamente dal tipo di parete o dallo spessore degli isolamenti, ma inizia innanzitutto dal progetto.

Tuesday, January 18, 2011

LE FINESTRE DELLE CASE PREFABBRICATE

LE CASE PREFABBRICATE A BASSO CONSUMO MONTANO …. SERRAMENTI A BASSO CONSUMO. LAPALISSIANO E TUTTAVIA LE SOLUZIONI PRESENTI SUL MERCATO DELLE CASE IN LEGNO SONO VARIE ED INTERESSANTI, CHE CONVIENE CONOSCERE.

I serramenti esterni rappresentano uno dei punti deboli dell’involucro edilizio.

Dalle vetrate fuoriesce nella stagione invernale la maggior parte del calore dell’abitazione. Per quantificare con dei numeri questo aspetto, basti pensare che la trasmittanza termica di una parete di una casa in legno si aggira intorno a 0,18 W/m² K, un valore di tutto rispetto, contro gli 1,1 W/m² di un serramento a basso consumo energetico.

La dispersione di un buon infisso è quindi di sei volte superiore a quanto ceduto per convenzione dagli elementi opachi dell’involucro edilizio (tetto e pareti esterne).

Il progettista dovrà pertanto disporre con accuratezza le aperture, limitando le fonometrie a nord, ove le finestre dovranno essere piccole, mentre a sud andranno le vetrate di maggiore dimensione (opportunamente calcolate per captare la radiazione solare, ma non sovradimensionate, per evitare il surriscaldamento estivo degli ambienti e l’inevitabile dispersione in assenza di sole (nuvole, nebbia, ore notturne).

serramenti, finestre, infissi, basso consumo, efficienza energetica, legno, alluminio, pvcLa trasmittanza termica di un serramento esterno in legno non particolarmente isolato si aggira solitamente intorno a 2 W/m², un valore assolutamente non compatibile con il sofisticato fine energetico delle case prefabbricate. Un’ulteriore miglioramento può essere realizzato adottando dei vetrocamera a triplo strato, che possono spingere il valore dell’isolamento sino a 0,5-0,7 W/m². I costi non sono eccessivi ed è quindi un’opzione senza dubbio consigliabile per la maggior parte delle case in legno, soprattutto quelle montate nel nord Italia.

Quali sono i serramenti più indicati per le case prefabbricate?

In passato i serramenti erano per lo più in legno. Si tratta ancora di una buona soluzione, grazie alle buone proprietà isolanti di questo materiale. Sarà necessaria una regolare manutenzione degli infissi, poiché le vernici tendono a perdere le proprietà protettive a causa dell’azione degli agenti atmosferici.

Un’alternativa molto in voga ed altamente consigliabile per le case prefabbricate è il serramento in legno con la protezione esterna in alluminio. All’interno l’infisso in legno avrà un aspetto tradizionale, e non necessiterà più interventi di manutenzione nel tempo. L’alluminio potrà inoltre essere di qualsiasi colore si desideri, offrendo un’opzione in più per l’architettura dell’edificio.

Anche il pvc è un materiale molto utilizzato per la realizzazione di infissi isolati, con una buona durata nel tempo e costi generalmente inferiori al legno-alluminio.

Un buon serramento dovrebbe inoltre prevedere di serie l’apertura a vasistas su tutte le ante apribili ed un adeguato sistema di sicurezza. Un semplice punto di chiusura può pertanto essere insufficiente. Meglio tre per anta.

Verificate infine la possibilità di installare un sensore antifurto sugli infissi.

Ogni aspetto delle case prefabbricate deve essere adeguato all’insieme.

Le finestre costituiscono sovente un punto trascurato dell’edificio, ma rappresentano un elemento estremamente delicato che, se mal concepito, può abbattere di molto il rendimento energetico dell’involucro.

Tuesday, January 11, 2011

CASE PREFABBRICATE MEDITERRANEE

LE PRIME CASE PREFABBRICATE VENGONO REALIZZATE CIRCA 40 ANNI FA NEL NORD EUROPA, PER RISPONDERE ALL’ESIGENZA DI PROTEGGERE EFFICACEMENTE DAL RIGIDO E PERSISTENTE CLIMA INVERNALE, CHE IN QUEI PAESI DURA MOLTI MESI, CON TEMPERATURE ESTREMAMENTE BASSE.


Se si esclude il nord Italia, la maggior parte del nostro paese presenta condizioni climatiche tipicamente mediterranee, caratterizzate da inverni brevi e miti, con molti mesi di caldo e temperature piuttosto alte.

Un’abitazione che sappia rispondere efficacemente a queste sollecitazioni termiche (non solo le case prefabbricate) dovrebbe pertanto presentare una buona coibentazione, ma soprattutto difendere dall’onda di calore estiva, assicurando uno sfasamento di parecchie ore.

Come ripetuto spesso, è fondamentale avere un involucro edilizio dotato di “massa”, in grado di rallentare il passaggio dall’esterno all’interno dell’onda termica.

case in legno, case in legno prefabbricate, case prefabbricate in legnoLe case prefabbricate a telaio (baloon frame) hanno la caratteristica di essere costituite in gran parte da isolamenti, leggeri per loro natura, dotati di grande capacità isolante (ideale per il freddo), ma poco efficaci per tenere il caldo al di fuori degli ambienti interni.

L’utilizzo di materiali di maggior densità (la fibra di legno su tutti), migliora parecchio la capacità di contenere il calore, ma resta comunque un compromesso, senz’altro ottimo per i climi del nord Italia, ma non ideale per il resto del paese.

E’ pertanto necessario aumentare la massa delle pareti esterne delle case prefabbricate, adottando altre soluzioni costruttive, come l’X-Lam e le pareti massicce in genere, ben più adeguate in queste zone.

Vorrei che fosse chiaro che le pareti a telaio ben concepite possono essere una soluzione costruttiva comunque valida e superiore a gran parte delle costruzioni tradizionali. Su gran parte del territorio l’isolamento degli edifici è un concetto oscuro che non trova applicazione nella prassi di cantiere.

Le case prefabbricate a telaio devono però utilizzare solo fibra di legno ad alta densità, tra i montanti delle pareti e per l’isolamento del tetto (assolutamente ventilato). Andrà chiaramente data preferenza per le pareti di buon spessore. Meglio un cappotto di pochi centimetri e una struttura profonda, piuttosto che il contrario.

Non tutte le ditte di case in legno sono in grado di offrire soluzioni specifiche per questi climi, quindi grande importanza andrà data alla scelta del costruttore di case prefabbricate.

Va inoltre ricordato che le pareti in legno a telaio sono in genere più economiche delle loro alternative in massiccio, aspetto che può chiaramente influire parecchio sulla scelta finale.

L’X-Lam è in ogni caso la soluzione preferibile per i climi caldi, così come ottime sono le pareti MHM (Massive Holz Mauer, chiodate e non incollate).

Il prezzo resta il limite principale di queste costruzioni e non solo in rapporto all’alternativa a telaio.

Le imprese di costruzioni tradizionali (ancor più in tempi di crisi come questi) appaiono estremamente concorrenziali dal punto di vista meramente economico.

I prezzi dell’edilizia del mattone in molte zone d’Italia sono particolarmente vantaggiosi per il cliente, ma spero sia chiaro che stiamo parlando di sistemi costruttivi assai lontani ed il paragone appare una vera e propria forzatura.

Parlando di automobili, difficilmente ci verrebbe in mente di confrontare una Panda (con tutto il rispetto per una buona auto) con una Maserati.

Nel settore dell’edilizia, chissà perché, si fatica parecchio a comprendere questo concetto e, di conseguenza, a dare il giusto peso alle diverse caratteristiche delle costruzioni.

Chi sceglie di realizzare la propria abitazione con una ditta di case prefabbricate cerca alcune caratteristiche che vadano oltre alla semplice costruzione di un edificio e non dovrebbe comunque farlo per risparmiare sui costi di costruzione.

Sunday, November 28, 2010

LA TEMPERATURA DELLE CASE PREFABBICATE

IL CONCETTO DI COMFORT TERMICO E’ PIUTTOSTO COMPLESSO E STRETTAMENTE CORRELATO AD UNA SERIE DI FATTORI.
LA TEMPERATURA PERCEPITA DAL CORPO UMANO PUO’ VARIARE A SECONDA DELLA VELOCITA’ E DEL TASSO DI UMIDITA’ DELL’ARIA.

Le case prefabbricate sono edifici per molti versi analoghi alle costruzioni tradizionali.
L’alto isolamento termico permette di controllare naturalmente il clima dell’edificio con un minimo ricorso all’impiantistica in dotazione, a prescindere dal tipo di riscaldamento scelto (caldaie, pompe di calore, camini, stufe).
In ogni caso, vi sono aspetti poco noti che portano a percepire condizioni termiche sensibilmente superiori a quelle che possono essere avvertite in un edificio tradizionale.
Sappiamo che il calore si trasmette per convezione, conduzione ed irradiazione.
Perché, dunque, in una casa in legno si sta “bene”?
Al di là degli slogan di circostanza vi sono fattori fisici che migliorano il benessere percepito nelle case prefabbricate rispetto ad edifici meno isolato o in presenza di superfici con differente temperatura superficiale.
Prendiamo l’esempio di un fabbricato disperdente, realizzato con una struttura in cemento armato, con pilastri esterni non isolati (ponti termici) e tamponamento leggero intonacato. Non si tratta assolutamente di un eccezione, ma della regola degli edifici realizzati sino a pochi anni fa.
L’impianto di riscaldamento tipico di questi immobili resta la classica caldaia a radiatori.
case prefabbricatePer mantenere una temperatura accettabile nei mesi invernali, questo impianto sarà costretto a lavorare in modo continuativo ed i radiatori saranno sempre caldi per compensare la costante perdita di calore dovuta alla bassa temperatura esterna.
I moti convettivi saranno di notevole entità e la temperatura dell’aria interna varierà da zona a zona, a seconda della distanza fisica dal calorifero stesso.
Il termostato si limita a fornire una media della temperatura, un dato che non tiene conto di tutte le modalità di trasmissione del calore e che non è sufficientemente correlato alla percezione reale che abbiamo del microclima dell’edificio.
E’ infatti possibile provare una sensazione di piacere o di assoluto disagio, a fronte di una identica misurazione strumentale di 19-20° C. Come accennato, il calore si trasmette anche per radiazione, ovvero attraverso un onda termica, di cui l’esempio più lampante è la radiazione solare.
La presenza del sole nelle giornate d’inverno procura un notevole calore percepito, anche in presenza di valori di temperatura dell’aria molto bassi.
Le superfici interne dell’edificio (pareti, soffitto, finestre e vetrate, pavimento) emettono analogamente onde di calore, come qualsiasi altro corpo che si trovi all’interno dell’edificio.
Nelle case non coibentate si tratta sempre di superfici fredde, la cui radiazione verrà distintamente percepita dal nostro corpo. Un pavimento in marmo posato contro terra, freddo e non isolato, emetterà un’onda termica a bassa temperatura che ci farà avvertire una sgradevole sensazione agli arti inferiori. Vetri poco isolati possono raggiungere valori di pochi gradi sopra lo zero (pensiamo ai finestrini dell’automobile, posizionati a pochi centimetri dal nostro corpo), emettendo un’onda fredda, così come le pareti esterne o la copertura degli edifici male isolati.
Nelle case prefabbricate le pareti sono in legno e, sempre, altamente coibentate. Se tocchiamo con la mano la superficie interna del muro, essa risulterà “calda”. La radiazione diffusa da tale elemento sarà pertanto emessa ad una temperatura di poco inferiore alla temperatura dell’aria. Il riscaldamento a pavimento massimizza questo meccanismo virtuoso, eliminando i moti convettivi dovuti ai radiatori (comunque minimi nelle case prefabbricate).
Le vetrate (meglio ancora se con vetri a triplo strato) emetteranno una temperatura assai superiore a quella prodotta da finestre non isolate, così come il tetto, efficacemente coibentato ed a struttura lignea (questo materiale è un pessimo conduttore di calore).
Se i vari apporti giungono al nostro corpo con differenze di temperatura minime, la sensazione di benessere sarà di conseguenza alta, innescando la sensazione di benessere.
Al contrario, in presenza di superfici radianti molto fredde o troppo calde (una stufa a legna ad alta temperatura in un edificio disperdente), il nostro sistema di termoregolazione interna andrà letteralmente “in tilt”.
Il comfort termico è pertanto uno degli aspetti più interessanti (e meno conosciuti) delle case prefabbricate.

Tuesday, October 19, 2010

LE CASE PREFABBRICATE E I PONTI TERMICI, NEMICI INVISIBILI

PONTE TERMICO, UN TERMINE TECNICO SEMPRE PIU’ DIFFUSO.

VALE DAVVERO LA PENA DI SPENDERE QUALCHE PAROLA PER APPROFONDIRE UNO DEI PUNTI DI FORZA DELLE CASE PREFABBRICATE RISPETTO ALL’EDILIZIA BASATA SULL’UTILIZZO DELLE STRUTTURE IN CEMENTO ARMATO.


Un ponte termico è una parte della struttura di un edificio che presenta proprietà termiche diverse da quelle adiacenti ed è tra i principali responsabili delle perdite di calore in un edificio e della formazione di condensa e muffe.
Solitamente i ponti termici sono punti dell’involucro edilizio che presentano flussi di calore più rapidi rispetto alle parti circostanti.
Il principale effetto dei ponti termici è lo scambio di temperatura con l’esterno. Ovviamente durante l'inverno conduce calore dall'interno di una casa verso l'esterno, d'estate lo veicola dall'esterno all'interno. Provocando una via privilegiata alla dispersione del calore, si riflettono pesantemente sulle spese per il riscaldamento ed il condizionamento, riducendo il comfort complessivo dell’abitazione.
case prefabbricate, casa prefabbricataVa detto chiaramente. I ponti termici non sono una fatalità ma sono sempre errori di costruzione e progettazione, pertanto sarebbero evitabili a priori con un minimo di cura da parte di progettisti ed imprese.
I classici isolamenti a cappotto che sempre più spesso vengono applicati all’esterno delle abitazioni tradizionali mirano a limitarne l’effetto, soprattutto per quelle parti di edificio maggiormente coinvolte nelle dispersioni. Non a caso tipici esempi di ponti termici sono i balconi, i pilastri e tutte le parti costruttive sporgenti che risultano poco o per nulla isolate.
Fondamentalmente esistono due categorie di ponti termici, quelli geometrici e quelli costruttivi (a volte una combinazione di entrambi i fattori).
I ponti termici geometrici sono discontinuità presenti in corrispondenza di variazioni di direzione delle parti costruttive, come gli angoli, o elementi aggettanti.
I ponti termici costruttivi sono discontinuità che si manifestano nei punti in cui materiali ad alta conducibilità termica (cemento armato, parti metalliche) penetrano in un elemento strutturale esterno che presenti una maggiore coibentazione. È il caso di balconi sporgenti in calcestruzzo privi di isolamento, di architravi coibentate poco o per niente, di pilastri in cemento armato che attraversano la muratura perimetrale, di cornici in marmo attorno ai fori finestra.
Anche le discontinuità nell’isolamento possono a loro volta generare ponti termici importanti.
Sarà probabilmente capitato di vedere qualche immagine termografica ad infrarossi in cui i ponti termici sono solitamente visibili dall’interno come parti fredde (di colore blu) e calde all’esterno (rosso).
I ponti termici possono essere tranquillamente evitati isolando in maniera adeguata le parti aggettanti di un edificio quali balconi in calcestruzzo, architravi, pilastri in cemento armato e simili.
Nelle case prefabbricate l’assenza del cemento armato come materiale da costruzione è essenziale per limitare in partenza la loro presenza. Infatti il legno è un materiale che trasmette il calore molto male e per sua natura isolante.
Nelle case in legno la parete esterna è un elemento che non presenta elementi di possibile perturbazione termica. Le condotte e le canne fumarie vengono coibentate e spostate all’interno dell’abitazione, al di fuori della parete. Lo stesso dicasi per gli impianti idraulici dei bagni che vengono solitamente eseguiti in una controparete ispezionabile.
Il cassonetto degli avvolgibili delle case prefabbricate(chiaramente uno dei maggiori punti critici) è coibentato o ubicato addirittura all’esterno, in facciata.

Tutti gli isolamenti, dal cappotto esterno alla coibentazione del tetto vengono eseguiti senza giunti o interruzioni.
Il problema principale della costruzione tradizionale è l’esecuzione in opera da parte delle maestranze, soprattutto se poco qualificate.
Nelle case prefabbricate l’involucro viene realizzato in stabilimento con un accurato controllo, soprattutto per quanto riguarda la giunzione parete-serramento.
Anche piccole imprecisioni possono originare dei notevoli ponti termici che possono abbassare moltissimo le prestazioni energetiche complessive dell’edificio.

Il montaggio del serramento a mano in cantiere è una fase delicatissima, spesso sottovalutata da chi la esegue, confidando più che altro sulle buone qualità termiche della finestra. Ma anche il miglior serramento con vetro bassoemissivo genererà una grave falla nell’involucro se presenterà anche minimi errori di montaggio o fori di dimensioni eccessive rispetto al serramento.

Nelle case prefabbricate, l’accoppiamento serramento-parete viene testato con prove a tenuta e test di verifica che ne certificano l’assoluta precisione, a garanzia dell’assenza di errori dei assemblaggio e dei conseguenti ponti termici.
Il classico balcone con soletta in c.a., una delle peggiori tragedie dal punto di vista termico, viene realizzato nelle case in legno con una struttura indipendente dal solaio dell’abitazione o collegato ad esso con giunti isolati.
In conclusione il problema dei ponti termici è stato poco o nulla affrontato in passato, tanto dalle imprese, quanto dai progettisti, e solo negli ultimissimi anni, grazie alle incentivazioni in tema di riqualificazione energetica degli edifici, si è assistito ad una progressiva specializzazione di ditte e di tecnici qualificati in tema di efficienza degli edifici.

Al contrario, il settore delle case prefabbricate ha da sempre come principale obiettivo l’eliminazione delle discontinuità termiche, vantando una lunghissima e collaudata esperienza nella costruzione di edifici ad alto rendimento termico e basso consumo di energia.

Wednesday, September 29, 2010

CASE PREFABBRICATE IN LEGNO AUTOSUFFICIENTI

È POSSIBILE ELIMINARE LA TRADIZIONALE CALDAIA DALLE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO? E’ UNA DOMANDA CHE MI VIENE POSTA SPESSO.

E’ POSSIBILE REALIZZARE UN’ABITAZIONE DEL TUTTO INDIPENDENTE DAI SERVIZI DI FORNITURA DEL GAS E DELL’ELETTRICITÀ? IN VIA TEORICA, OVVIAMENTE, SI.

TUTTAVIA IL MITO DELL’ABITAZIONE AUTOSUFFICIENTE VA UN PO’ RIDIMENSIONATO.

Qual è il duplice scopo da perseguire?

Realizzare un’abitazione ecologica che grazie ad un corretto isolamento riduca le emissioni e contenga i costi energetici.

Rispetto all’edilizia corrente si tratta evidentemente di un grandissimo risultato.

Se potessimo agire su grande scala, i benefici ambientali ed economici sarebbero impressionanti con effetti immediati sull’intero ecosistema, proprio per il peso del settore dell’edilizia sul clima e sugli stessi mercati finanziari.
Rispetto ad una casa tradizionale poco efficiente i consumi delle case prefabbricate possono essere inferiori sino al 60-70%, senza accorgimenti particolari. Un’impiantistica basata su un intelligente utilizzo di energie rinnovabili può portare questo risultato al 80-90%. E’ necessario spingersi oltre e a che prezzo?
bioedilizia, risparmio energeticoUna casa in grado di non consumare energia si definisce passiva. Questo risultato si raggiunge solamente con l’involucro, senza l’ausilio di impianti (solari o a biomasse), ma grazie all’alto isolamento e agli apporti del sole durante la stagione invernale. Le case passive però richiedono una progettazione basata su soluzioni tecniche che possono risultare scomode per le esigenze di una normale famiglia, come la disposizione a corte degli ambienti attorno ad una serra vetrata capace di funzionare da serbatoio di calore durante i mesi freddi (da aprire durante la stagione estiva) e altri accorgimenti spesso vincolanti.
Una corretta progettazione che tenga conto dell’orientamento e di un utilizzo ottimale del calore del sole può migliorare efficacemente il rendimento energetico dell’involucro edilizio, senza stravolgere le esigenze distribuitive dei vari ambienti interni.
Nella scelta della dotazione impiantistica si dovrà tenere conto necessariamente dei diversi tempi di ammortamento dei costi tra un solare termico, una caldaia a pellets o un impianto eolico o geotermico.

Il rientro negli investimenti è spesso lungo e non sempre l’acquisto risulta conveniente, soprattutto nel caso di un iper-dimensionamento degli stessi o nella sovrapposizione delle funzioni energetiche, dovuto quasi sempre all’eccesso di entusiasmo da parte del cliente.
Le alternative sul mercato sono moltissime e andranno attentamente ponderate in base allo stile di vita del nucleo abitativo, quotidiano e stagionale, sull’ubicazione geografica, le caratteristiche morfologiche del terreno, l’eventuale disponibilità di legname da combustione.

Un corretto dimensionamento impiantistico non dovrebbe in ogni caso essere valutato perseguendo il miraggio di un’autosufficienza energetica, pur in presenza di un’abitazione termicamente efficiente. Si deve necessariamente tenere conto della variabilità delle condizioni energetiche, soprattutto se ci affidiamo al sole come fonte principale. Giornate di grande freddo o di nebbie persistenti sono sempre possibili per molti mesi, limitando fortemente la produzione di energia (elettrica o termica) dei pannelli solari. Vi è dunque la necessità di sopperire ai cali di produzione o alla richiesta di picchi di energia, integrando le fonti rinnovabili che abbiamo per l’impiantistica principale con opportuni ausili secondari. Il contributo di questi impianti di supporto può essere sporadico e limitato appunto a condizioni di punta momentanee.
Il loro utilizzo mirato a situazioni eccezionali ne suggerisce un minimo investimento economico. Ecco perché la scelta più intelligente per le case prefabbricate è spesso la dotazione di una piccola caldaia a gas (meglio se a condensazione, vista le attuali minime differenze di prezzo) in grado di funzionare solo quando risulta strettamente necessario il suo contributo energetico. Le bollette di luce e gas saranno sempre leggere, mentre la loro radicale eliminazione risulterà possibile solo a fronte di investimenti economici impegnativi, in ogni caso superiori al beneficio ottenuto e quasi mai realmente giustificabili.
Ricordiamoci che l’acquisto delle case prefabbricate in legno riduce a priori drasticamente i consumi, mentre i produttori di questi impianti hanno tutto l’interesse a venderci i loro prodotti, così come i tecnici e gli impiantisti interpellati spingeranno molto per convincerci al loro acquisto.
Puntiamo dunque al massimo dell’efficienza, tenendo presente che si tratta di un investimento mirato ad un ritorno, sia ecologico che economico. Si tratta di individuare la migliore combinazione possibile tenendo conto di fattori estremamente individuali, che possono risultare del tutto errati per un’altra famiglia o in un altro contesto.

Con le case prefabbricate, non esiste mai una ricetta assoluta da applicare indistintamente in tutte le situazioni.
Il bravo tecnico dovrebbe supportarvi in questa scelta imparzialmente, senza interessi personali di sorta, indirizzandovi ad assemblare una sintesi energeticamente efficiente tra impianti tra loro compiutamente complementari.

Thursday, July 22, 2010

CASE PREFABBRICATE AUTOSUFFICIENTI

LE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO PERMETTONO DI REALIZZARE COSTRUZIONI ISOLATE DAI BASSISSIMI CONSUMI ENERGETICI, IN MODO SEMPLICE E VELOCE. SINO A CHE PUNTO E’ POSSIBILE SPINGERE VERSO L’ALTO LE PRESTAZIONI SENZA FAR LIEVITARE I COSTI?

“Vorrei realizzare una casa prefabbricata passiva o, quanto meno, staccarmi il più possibile dagli enti erogatori di gas ed elettricità. Mi sembra di capire che una casa tradizionale di questo tipo costerebbe moltissimo, mentre con le case prefabbricate sarebbe teoricamente possibile”.


“Ho una casa molto grande e dispersiva. La mia prossima abitazione dovrebbe essere il più possibile indipendente, con un gran numero di impianti solari termici e fotovoltaici o, magari, l’eolico”.


Qual è il prezzo dell’autosufficienza energetica?


In molti casi le case prefabbricate in legno permettono di risparmiare sino al 90% sul prezzo delle bollette rispetto ad un pari edificio in muratura, senza adottare particolari accorgimenti.

case prefabbricate, case passiveSi tratta di dati molto significativi che dovrebbero far riflettere chi si accinge a costruire la propria abitazione in questo periodo. Senza particolari accorgimenti tecnici (un buon progetto aiuta in ogni caso) le case prefabbricate standard attualmente presenti sul mercato italiano permettono un effettivo risparmio, tanto sul prezzo di acquisto, quanto sui costi di esercizio.

A mio parere si dovrebbe ricercare il miglior rapporto q/p ed accettare di dipendere dai gestori delle reti energetiche per la parte restante che avrà dei picchi significativi in estate e in inverno. Per la maggior parte dell’anno una casa in legno ben concepita consumerà un minimo quantitativo di energia.

Vale la pena di spingere le prestazioni oltre questo 90%, sino a consumi di tipo “passivo”?

Una casa passiva è una costruzione che consuma tanta energia quanto ne produce.

Questa energia può essere ottenuta con sistemi captanti, in grado di immagazzinare l’energia solare, o con impianti solari o la ventilazione meccanica controllata a recupero di calore. Questi impianti hanno un costo e dei tempi di recupero dell’investimento, ma solitamente si tratta di una buon scelta che permette di rientrare in tempi ragionevoli nell’investimento. L’importante è una buona progettazione impiantistica che eviti un sovradimensionamento immotivato degli stessi. Ricordiamo che stiamo pur sempre parlando di edifici a basso consumo. Se voglio eliminare delle bollette di per sè leggere attraverso un impianto fotovoltaico con annessa pompa di calore geotermica, devo essere conscio che i tempi di ammortamento saranno di parecchi decenni, un periodo difficilmente giustificabile per una singola abitazione unifamiliare.

Sul mercato sono disponibili varie soluzioni integrate, adatte per tutte le esigenze. Se avremo sul tetto qualche Kw di fotovoltaico può essere interessante sfuggire alla rete del gas, dotandoci di piastre ad induzione per la cucina e di un impianto di riscaldamento che sfrutti il surplus elettrico come le pompe di calore aria-acqua o i pavimenti radianti elettrici, che utilizzano delle resistenze al posto della classica serpentina.

Qualsiasi scelta si faccia, dovrebbe essere sempre improntata alla ragionevolezza. Le moderne caldaie a condensazione hanno costi interessanti e possono lavorare poco all’interno delle case prefabbricate, limitando i consumi. Il solare termico (imposto o no dal Comune di appartenenza) va montato senza indugi e possibilmente integrato nel riscaldamento. In ogni caso spendiamo con moderazione ed intelligenza.

Questione involucro edilizio. Anche in questo caso si può fare molto senza eccessivi aggravi di costo sul prezzo dell’edificio. Aumentare lo spessore del cappotto migliora senz’altro la coibentazione invernale dell’edificio. Una fibra di legno ad alta densità avrà una maggiore capacità smorzante rispetto all’onda termica estiva di una lana di roccia leggera. Un triplo vetro isolerà meglio di un vetro doppio (ma limiterà il guadagno termico passivo). Esistono sul mercato delle costruzioni in legno tante soluzioni interessanti ed ogni ditta di case prefabbricate offre una gamma di pareti e diversi assemblaggi di materiali, adatti per tutte le esigenze.

Persino l’isolamento dell’attacco a terra dell’edificio può essere migliorato con grande beneficio sulle prestazioni energetiche. Anche in questo caso il mio consiglio è di richiedere le eventuali differenze di prezzo per le migliorie dell’involucro, valutando il beneficio nel tempo nell’ottica dell’investimento.

Una spesa eccessiva non servirà comunque a molto e si trasformerà inevitabilmente in un costo inutile.

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