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Monday, January 24, 2011

RISTRUTTURARE CON LE CASE PREFABBRICATE

LE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO SI PRESTANO A MOLTEPLICI UTILIZZI ED APPLICAZIONI.

SI PUO’ INTERVENIRE SU UN EDIFICIO PREESISTENTE UTILIZZANDO UNA STRUTTURA IN LEGNO PER IL RIFACIMENTO DEI MURI, DEI SOLAI E DELLA COPERTURA?


Stiamo cercando di realizzare la casa dei nostri sogni e da qualche tempo ci siamo affacciati al mondo delle case prefabbricate. Da circa 6 mesi sto cercando un terreno, ma i prezzi sono esorbitanti e i lotti non sono grandi come vorremmo.

Volevo chiederle se è possibile acquistare un rustico, demolirlo e ricostruirlo fedelmente in legno.


Demolire e ricostruire fedelmente il manufatto preesistente è certamente possibile, attuando una vera e propria “sostituzione edilizia”, che può persino rientrare nei benefici fiscali previsti per la ristrutturazione (55% e 36%).

In molti casi, infatti, il mantenimento dell’edificio o di una sua parte non risulta economicamente conveniente ed è preferibile ricorrere all’abbattimento integrale della struttura, anche qualora debba esserne mantenuta la sagoma originaria.

case in legno, case legnoI vecchi fabbricati presentavano scarsi isolamenti sulle fondazioni e spesso non era nemmeno presente un abbozzo di vespaio. L’umidità di risalita dal terreno è sempre un problema di difficile soluzione, non facilmente quantificabile a priori.

Qualsiasi intervento di ristrutturazione richiede di prevedere una base percentuale di imprevisti che dovrà essere considerata nel preventivo di spesa, proporzionalmente crescente con l’aumentare della complessità dell’intervento.

Le case prefabbricate presentano al contrario un prezzo certo che può essere gestito e pianificato con sicurezza, evitando sorprese e rincari imprevisti, spesso di tragico impatto sul portafogli del cliente.

Anche le prestazioni energetiche di un edificio ricostruito ex-novo saranno superiori a quelle ottenibili con una ristrutturazione anche profonda dell’esistente. Di quest’ultimo dovremmo almeno mantenere le murature esterne e, forse, i solai, mentre la copertura andrà probabilmente sostituita, così come i serramenti.

Ristrutturare con le case prefabbricate in legno può dare una marcia in più all’intervento rispetto alle tecniche costruttive tradizionali in muratura, oltretutto garantendo un completamento dei lavori in tempi assai più brevi.

I costi saranno sostanzialmente analoghi, ma l’edificio avrà una migliore prestazione energetica che si tradurrà in minori spese sulle bollette negli anni.

Se ci si accinge a mantenere parte dell’edificio preesistente, con le case prefabbricate è possibile intervenire per ampliare e sopraelevare l’edificio. Il minor peso delle strutture in legno rispetto a quelle in laterocemento, rende ideale l’utilizzo di questa tecnica per innalzare fabbricati o per il rifacimento integrale degli ultimi piani.

Non sono da escludere interventi parziali come la ricostruzione di alcune pareti esterne, ma si dovrà ricorrere a strutture da riassemblare direttamente in cantiere, non prefabbricate. Si tratta comunque di situazioni particolari, da valutare caso per caso. In questo caso si consiglia quasi sempre di ristrutturare in tradizionale, mentre tetto e solai possono essere realizzati con struttura lignea.

Le case prefabbricate in legno sono una tecnica costruttiva che si rivolge prevalentemente al settore residenziale. Si presta soprattutto per la costruzione di nuovi edifici, solitamente su due piani fuori terra, uni o bifamiliari, di dimensioni contenute.

Altre applicazioni sono possibili (edifici per usi collettivi, piccoli condomini, uffici), costituendo un’interessante alternativa costruttiva anche per situazioni apparentemente distanti dal target classico delle aziende di case in legno.

Thursday, January 20, 2011

LE CASE PREFABBRICATE IN OPERA

LE CASE PREFABBRICATE VENGONO REALIZZATE IN STABILIMENTO. ESISTONO PRODUTTORI DI CASE IN LEGNO CHE MONTANO IL MATERIALE DIRETTAMENTE IN CANTIERE, PUR REPLICANDO SOSTANZIALMENTE LE TIPOLOGIE COSTRUTTIVE PIU’ DIFFUSE (A TELAIO O MASSICCE).


Riguardo alle fasi di realizzazione della casa volevo porle una domanda: da quello che ho capito tutta la struttura portante in legno viene costruita in ditta (da questo il nome di "case prefabbricate", giusto? ).

In caso di utilizzo di una struttura a telaio (più economica e adatta al tipo di costruzione unifamiliare, secondo le sue indicazioni), le varie pareti della casa arriveranno in cantiere premontate con tanto di impianti elettrico e idraulico già installati (impianti compresi nel caso di "chiavi in mano") oppure il tutto verrà poi assemblato in opera?


case in legno, case di legno, case legnoNon è innanzitutto corretto definire come “case prefabbricate” queste strutture.

Le case in legno realizzate in opera possono comunque essere comparate per prestazioni energetiche e caratteristiche tecniche agli edifici preassemblati in fabbrica.

Sul mercato si trovano parecchie aziende che montano gli elementi della struttura direttamente in cantiere e propongono una buona qualità costruttiva ed un alto grado di flessibilità, per certi versi superiore alle case prefabbricate più note.

E’ peraltro evidente che il punto forte di queste ultime è proprio la costruzione all’interno dello stabilimento produttivo, in condizioni ideali, non influenzate dalle variazioni ambientali esterne, come nel cantiere, appunto. Questo garantisce una standardizzazione qualitativa dei prodotti, certificata dall’estensione della copertura dei danni a 30 anni.

Sono dunque preferibili le case prefabbricate a quelle in legno in opera? Si e no.

Dal punto di vista costruttivo non cambia davvero nulla. A parità di caratteristiche, spessori e materiali, due pareti a telaio, una prefabbricata e l’altra montata in cantiere, sono virtualmente identiche e garantiranno il medesimo isolamento termico.

La scelta della ditta di case in legno non dovrebbe quindi basarsi necessariamente su questo aspetto.

La maggiore flessibilità e capacità di adattamento al progetto può avere senso solo in casi molto particolari. Dall’altra parte la qualità costruttiva delle case in legno è garantita in ogni caso e difficilmente possono crearsi situazioni problematiche.

Il montaggio a secco di un edificio in legno in opera è comunque un operazione abbastanza veloce, limitando al minimo i rischi ambientali dovuti in particolare all’umidità (pioggia o neve).

Come sempre i pareri sul tema sono piuttosto discordanti.

Personalmente ritengo che vi siano buone ditte di case prefabbricate, così come di case in legno in opera, qualitativamente assimilabili.

I motivi per cui scegliamo o scartiamo una ditta devono dunque essere ben altri.

Un aspetto sollevato dal lettore può introdurre un ulteriore elemento di differenziazione, in quanto gli impianti idraulico ed elettrico vengono già “predisposti” nelle case in legno prefabbricate, riducendo ulteriormente i tempi di costruzione dell’edificio.


Mi sembra di capire che posso decidere successivamente dove far passare gli impianti.


E’ possibile, ma sarebbe un errore.

Si tratta di una prassi tristemente consolidata nel settore dell’edilizia tradizionale che rinvia regolarmente a “data da destinarsi” il momento del posizionamento di prese, luci ed interruttori, sino a ridursi alla famigerata mezzoretta in cantiere in compagnia dell’elettricista ed del suo degno compare muratore, con spray rosso d’ordinanza…

Sarà la pure regola, ma è una metodologia sbagliata e da evitare, in particolare se la nostra casa è realizzata in legno, in quanto futuri interventi nel tempo sono sempre possibili, ma restano operazioni discretamente invasive sull’edificio, da limitare solo a casi strettamente necessari.

Sunday, January 2, 2011

POMPE DI CALORE E CASE PREFABBRICATE

LA POMPA DI CALORE E’ UN IMPIANTO CHE STA TROVANDO UN’AMPIA DIFFUSIONE NEGLI ULTIMI ANNI, ANCHE NEL NOSTRO PAESE. SI TRATTA DI UNA SOLUZIONE CHE PERMETTE DI SLEGARSI DALLA RETE PUBBLICA DEL GAS E CHE PUO’ FUNGERE SIA DA RISCALDAMENTO INVERNALE CHE DA CLIMATIZZAZIONE ESTIVA.


Nella mia futura casa, vorrei liberarmi, per vaie ragioni, dall’utilizzo del gas metano.

Mi hanno consigliato una pompa di calore geotermica, ma non ne ho ben compreso il funzionamento ed i vantaggi.

Vanno bene per le case prefabbricate? Sono costose? E per la cucina, come posso fare?


Una semplice piastra ad induzione può permettere di cucinare senza la necessità del tradizionale fornello a gas.

Per quanto riguarda il riscaldamento, la geotermia possiede innumerevoli pregi. Con poca energia elettrica è possibile riscaldare e raffrescare la propria casa, grazie all’alto coefficiente di rendimento di questi impianti. Il difetto è solamente …. il costo. La trivellazione di uno o più pozzi (si arriva ad una profondità di circa 100 metri), unitamente alla considerevole spesa dell’impianto comporta cifre quasi mai ammortizzabili per una singola abitazione.


pompa di calore, pompe di calore, geotermiaLe case a basso consumo, ed in particolare le case prefabbricate, richiedono una minima quantità di energia termica per la regolazione climatica. Se analizziamo questa necessità sotto il profilo puramente economico, non posso che sconsigliare un simile impianto, sovradimensionato ed improduttivamente oneroso.

La geotermia costituisce un eccellente investimento qualora il fabbisogno termico comporti ben diverse richieste di energia, come nel caso di edifici pubblici, condomini o residence, strutture alberghiere e palazzi per uffici, ma non certo per le case prefabbricate.

Niente pompa di calore, dunque? Non necessariamente.

Detto in poche parole della geotermia (non è questa la sede per descriverne il funzionamento), la versione più semplice della pompa di calore, denominata "aria-acqua" presenta costi d’acquisto ed installazione senz’altro più abbordabili e permette di evitare l’allaccio al gas anche per le case in legno, pur con un coefficiente di rendimento meno elevato della versione geotermica.

In breve, le pompe di calore sono macchine che trasferiscono calore da una sorgente a temperatura più bassa ad un’altra a temperatura più alta, secondo lo stesso principio del frigorifero e dei climatizzatori.

Il cuore dell’impianto è costituito da un circuito chiuso, percorso da un fluido che, a seconda delle condizioni di temperatura e di pressione in cui si trova, assume lo stato di liquido o di vapore.

Le fasi di trasformazione sono quattro, compressione, condensazione, espansione ed evaporazione.

Nel corso del suo funzionamento, la pompa di calore consuma energia elettrica nel compressore, assorbe calore nell'evaporatore dal mezzo circostante (in questo caso aria), cede calore al mezzo da riscaldare nel condensatore (ovvero l’ acqua del riscaldamento a pavimento).

Gli impianti più interessanti per le case prefabbricate producono perciò calore a bassa temperatura (rilasciato appunto da un pavimento radiante).

L’energia elettrica necessaria per il funzionamento della pompa di calore è inferiore a quella termica prodotta dal sistema, con un rapporto detto C.O.P. (coefficiente di prestazione o rapporto tra energia fornita e quella consumata ) che varia a seconda del sistema utilizzato. Nel caso specifico delle pompe aria-acqua, il rapporto è in media di 1:3.

Questo significa che per 1 kWh di energia elettrica consumato, verranno forniti 3 kWh di calore al mezzo da riscaldare.

In tutti i casi, il favorevole coefficiente energetico rende l'utilizzo della pompa di calore notevolmente vantaggioso, in quanto fornisce più energia di quella impiegata per il suo funzionamento.

Il rendimento sarà tanto maggiore quanto più bassa è la temperatura a cui il calore viene ceduto (nel condensatore) e quanto più alta è la temperatura della sorgente da cui viene assorbito (nell'evaporatore).

La pompa di calore più “economica” ed indicata per riscaldare le case prefabbricate, è, pertanto, la meno efficiente in termini di rendimento percentuale.

A titolo puramente indicativo, il migliore rendimento si ottiene con le cosiddette pompe "acqua-acqua", che sfruttano la temperatura dell’acqua di falda a ridotta profondità (tralaltro non sempre presente o sfruttabile).

L'acqua come sorgente fredda ottimizza le prestazioni termiche di calore, senza sentire gli effetti delle condizioni climatiche esterne e tuttavia tale impianto comporta una maggiore spesa dovuta al sistema di adduzione.

Al contrario, l'aria, come sorgente fredda, ha il vantaggio di essere gratuita e sempre fruibile in quantità illimitata; tuttavia la potenza fornita dalla pompa di calore diminuisce con la temperatura della sorgente, per cui il rendimento dell’impianto non è costante.

Può essere interessare posizionare la sonda all’interno dell’edificio, utilizzando ad esempio l'aria presente nell’interrato come sorgente fredda.

Esistono poi pompe di calore che cedono il calore mediante semplici ventilconvettori, ma, personalmente, se ne sconsiglia l’uso nelle case prefabbricate.

Infine, alcune pompe permettono anche di invertire il ciclo per ottenere la possibilità di climatizzare gli ambienti nella stagione calda (bisognerebbe in tal caso deumidificare l’aria per evitare formazione di condensa sul pavimento).

Concludendo, la pompa di calore, nella sua versione aria-acqua, può costituire un impianto interessante per riscaldare le case prefabbricate in legno. I maggiori costi rispetto alla tradizionale caldaia a gas comportano tempi di ammortamento della spesa piuttosto lunghi, che andranno valutati attentamente, caso per caso.

Tuesday, December 7, 2010

MATERIALI PER LE CASE PREFABBRICATE

IL LEGNO E’ IL PRINCIPALE MATERIALE DA COSTRUZIONE DELLE CASE PREFABBRICATE. VIENE UTILIZZATO PER LA REALIZZAZIONE DELLE STRUTTURE PORTANTI DI PARETI, SOLAI E TETTO, MA ANCHE PER IL TAMPONAMENTO DEI PANNELLI, COME ISOLANTE E PER LE FINITURE (SERRAMENTI, PAVIMENTI).

In alcuni Suoi articoli Lei sconsiglia la tecnologia delle case prefabbricate a favore delle costruzioni tradizionali in laterocemento. L’unico motivo di questa scelta è legato al progetto, magari troppo “articolato”, che rende inutile ed esageratamente costosa la realizzazione di una casa in legno, oppure ci sono altre motivazioni, magari di carattere ambientale?

Vorrei realizzare una casa in legno in provincia di Parma in zona precollinare; secondo Lei quali potrebbero essere i materiali su cui dovrei non rinunciare per poter avere una casa ben isolata? Leggendo i Suoi articoli ho constatato che scegliere la fibra di legno ad alta densità come isolante associata ad un cappotto in sughero o polistirolo potrebbe essere la soluzione ottimale per questo particolare ambiente(piuttosto umido e freddo in inverno e caldo d’estate). In ogni caso Lei sconsiglia l’utilizzo della fibra di legno come isolante esterno (cappotto) in ambienti particolarmente umidi?


case ecologiche, case naturaliQuell’articolo voleva essere sincero ed avvertire il lettore che non sempre le case prefabbricate costituiscono il sistema costruttivo ideale. In alcuni casi si deve avere l’onestà di ammettere che altre soluzioni, non necessariamente tradizionali, possono essere maggiormente indicate per realizzare l’opera.

Il caso in oggetto, in base agli elementi che mi vengono forniti, si presta ottimamente ad essere realizzato con le case prefabbricate, privilegiando un sistema a telaio con fibra di legno ad alta densità all’interno della parete e come isolante per il tetto (che dovrà essere ventilato). Il cappotto può essere un semplice polistirene di almeno 4 cm di spessore. Va molto bene anche il sughero, che solitamente viene offerto con una sensibile maggiorazione di prezzo.

Le moderne pareti esterne delle case prefabbricate combinano in un autentico “gioco di squadra”, vari materiali di diverso spessore e densità.

Vi sono delle regole generali, adottate dalla maggior parte delle aziende di case in legno, che solitamente offrono a listino diverse soluzioni.

Non esiste una combinazione “ideale”, adatta per tutti i climi. Si può giungere ad un medesimo valore di trasmittanza con pareti di differente concezione e spessore.

Le pareti a telaio (baloon frame, le più diffuse) prevedono una struttura a montanti in legno (la cui distanza dipende dalla statica dell’edificio, ma solitamente ha un interasse di 80-90 cm). I vuoti vengono riempiti dall’isolante che è quasi sempre una fibra o lana (di legno, minerale o di vetro). Gli isolanti a maggior densità sono da preferire poiché, a parità di isolamento, garantiscono una migliore barriera all’ingresso dell’onda di calore nella stagione calda (il famigerato “sfasamento”).

Il tutto viene racchiuso da due pannelli in legno (multistrato, truciolare, osb….).

All’interno alcune ditte di case prefabbricate montano una barriera al vapore o un freno, altre ancora “si fidano” delle proprietà del materiale stesso e propongono la cosiddetta “parete traspirante” (ne parlerò molto presto).

I pannelli in cartongesso fissati alla parete costituiscono lo strato più interno, pronti per essere stuccati, intonacati e tinteggiati.

All’esterno viene sempre fissato un cappotto isolante, la cui funzione è di impedire lo scambio termico con l’interno già a partire dalla superficie dell’intonaco.

I materiali, come accennato possono essere a base naturale, come la fibra di legno (ad alta densità) o la lana minerale. In entrambi i casi la resistenza meccanica di questi cappotti è però piuttosto bassa. La fibra di legno prossima all’esterno e protetta dal solo strato di intonaco non appare certo la soluzione più idonea per garantire la tenuta dell’involucro. Oltretutto eventuali infiltrazioni di acqua possono abbassare parecchio le capacità di isolamento del cappotto.

Il sughero è un eccellente materiale coibente, naturale e con una buona resistenza. Solitamente un edificio con cappotto in sughero viene offerto a prezzi sensibilmente superiori, per ovvie ragioni legate al pregio di questo materiale ed alla lavorazione senz’altro più onerosa rispetto ai cappotti realizzati in polistirene espanso (EPS). Questi ultimi sono la soluzione più diffusa tra i produttori di case prefabbricate, in quanto hanno costi sensibilmente più bassi, ottima robustezza e tenuta nel tempo con minime manutenzioni, alti valori di isolamento ed una discreta compatibilità ambientale (possono essere riciclati).

Il limite maggiore è soprattutto la non traspirabilità del polistirene (nonostante ciò viene installato anche su pareti senza barriera al vapore).

Tuesday, October 19, 2010

LE CASE PREFABBRICATE E I PONTI TERMICI, NEMICI INVISIBILI

PONTE TERMICO, UN TERMINE TECNICO SEMPRE PIU’ DIFFUSO.

VALE DAVVERO LA PENA DI SPENDERE QUALCHE PAROLA PER APPROFONDIRE UNO DEI PUNTI DI FORZA DELLE CASE PREFABBRICATE RISPETTO ALL’EDILIZIA BASATA SULL’UTILIZZO DELLE STRUTTURE IN CEMENTO ARMATO.


Un ponte termico è una parte della struttura di un edificio che presenta proprietà termiche diverse da quelle adiacenti ed è tra i principali responsabili delle perdite di calore in un edificio e della formazione di condensa e muffe.
Solitamente i ponti termici sono punti dell’involucro edilizio che presentano flussi di calore più rapidi rispetto alle parti circostanti.
Il principale effetto dei ponti termici è lo scambio di temperatura con l’esterno. Ovviamente durante l'inverno conduce calore dall'interno di una casa verso l'esterno, d'estate lo veicola dall'esterno all'interno. Provocando una via privilegiata alla dispersione del calore, si riflettono pesantemente sulle spese per il riscaldamento ed il condizionamento, riducendo il comfort complessivo dell’abitazione.
case prefabbricate, casa prefabbricataVa detto chiaramente. I ponti termici non sono una fatalità ma sono sempre errori di costruzione e progettazione, pertanto sarebbero evitabili a priori con un minimo di cura da parte di progettisti ed imprese.
I classici isolamenti a cappotto che sempre più spesso vengono applicati all’esterno delle abitazioni tradizionali mirano a limitarne l’effetto, soprattutto per quelle parti di edificio maggiormente coinvolte nelle dispersioni. Non a caso tipici esempi di ponti termici sono i balconi, i pilastri e tutte le parti costruttive sporgenti che risultano poco o per nulla isolate.
Fondamentalmente esistono due categorie di ponti termici, quelli geometrici e quelli costruttivi (a volte una combinazione di entrambi i fattori).
I ponti termici geometrici sono discontinuità presenti in corrispondenza di variazioni di direzione delle parti costruttive, come gli angoli, o elementi aggettanti.
I ponti termici costruttivi sono discontinuità che si manifestano nei punti in cui materiali ad alta conducibilità termica (cemento armato, parti metalliche) penetrano in un elemento strutturale esterno che presenti una maggiore coibentazione. È il caso di balconi sporgenti in calcestruzzo privi di isolamento, di architravi coibentate poco o per niente, di pilastri in cemento armato che attraversano la muratura perimetrale, di cornici in marmo attorno ai fori finestra.
Anche le discontinuità nell’isolamento possono a loro volta generare ponti termici importanti.
Sarà probabilmente capitato di vedere qualche immagine termografica ad infrarossi in cui i ponti termici sono solitamente visibili dall’interno come parti fredde (di colore blu) e calde all’esterno (rosso).
I ponti termici possono essere tranquillamente evitati isolando in maniera adeguata le parti aggettanti di un edificio quali balconi in calcestruzzo, architravi, pilastri in cemento armato e simili.
Nelle case prefabbricate l’assenza del cemento armato come materiale da costruzione è essenziale per limitare in partenza la loro presenza. Infatti il legno è un materiale che trasmette il calore molto male e per sua natura isolante.
Nelle case in legno la parete esterna è un elemento che non presenta elementi di possibile perturbazione termica. Le condotte e le canne fumarie vengono coibentate e spostate all’interno dell’abitazione, al di fuori della parete. Lo stesso dicasi per gli impianti idraulici dei bagni che vengono solitamente eseguiti in una controparete ispezionabile.
Il cassonetto degli avvolgibili delle case prefabbricate(chiaramente uno dei maggiori punti critici) è coibentato o ubicato addirittura all’esterno, in facciata.

Tutti gli isolamenti, dal cappotto esterno alla coibentazione del tetto vengono eseguiti senza giunti o interruzioni.
Il problema principale della costruzione tradizionale è l’esecuzione in opera da parte delle maestranze, soprattutto se poco qualificate.
Nelle case prefabbricate l’involucro viene realizzato in stabilimento con un accurato controllo, soprattutto per quanto riguarda la giunzione parete-serramento.
Anche piccole imprecisioni possono originare dei notevoli ponti termici che possono abbassare moltissimo le prestazioni energetiche complessive dell’edificio.

Il montaggio del serramento a mano in cantiere è una fase delicatissima, spesso sottovalutata da chi la esegue, confidando più che altro sulle buone qualità termiche della finestra. Ma anche il miglior serramento con vetro bassoemissivo genererà una grave falla nell’involucro se presenterà anche minimi errori di montaggio o fori di dimensioni eccessive rispetto al serramento.

Nelle case prefabbricate, l’accoppiamento serramento-parete viene testato con prove a tenuta e test di verifica che ne certificano l’assoluta precisione, a garanzia dell’assenza di errori dei assemblaggio e dei conseguenti ponti termici.
Il classico balcone con soletta in c.a., una delle peggiori tragedie dal punto di vista termico, viene realizzato nelle case in legno con una struttura indipendente dal solaio dell’abitazione o collegato ad esso con giunti isolati.
In conclusione il problema dei ponti termici è stato poco o nulla affrontato in passato, tanto dalle imprese, quanto dai progettisti, e solo negli ultimissimi anni, grazie alle incentivazioni in tema di riqualificazione energetica degli edifici, si è assistito ad una progressiva specializzazione di ditte e di tecnici qualificati in tema di efficienza degli edifici.

Al contrario, il settore delle case prefabbricate ha da sempre come principale obiettivo l’eliminazione delle discontinuità termiche, vantando una lunghissima e collaudata esperienza nella costruzione di edifici ad alto rendimento termico e basso consumo di energia.

Monday, August 23, 2010

CASE PREFABBRICATE A TELAIO O A PANNELLI?

LE CASE PREFABBRICATE SUL MERCATO PREVEDONO DIVERSE SOLUZIONI TECNICHE PER LA REALIZZAZIONE DELLA STRUTTURA, MA RIENTRANO FONDAMENTALMENTE IN DUE DISTINTE CATEGORIE COSTRUTTIVE, LA PARETE A TRALICCIO E LA PARETE PIENA.


Non mancano numerosi esempi di parete esterna “mista” in cui convivono strati massicci con telaio, soluzioni interessanti e moderne, a mio parere il futuro delle case prefabbricate.

Qual è dunque il sistema “migliore” per le nostre latitudini, quello in grado di coniugare alto isolamento con costi contenuti, resistenza meccanica, solidità e tenuta nel tempo?

Una risposta univoca non è chiaramente possibile, dato che le due soluzioni presentano inevitabili pro e contro.

Proprio per questo motivo i costruttori di case prefabbricate stanno presentando soluzioni ibride in grado di massimizzare i vantaggi dell’una e dell’altra, in un’unica parete ad alte prestazioni, studiata ad hoc per i nostri climi.


case prefabbricateLA PARETE A TELAIO

Si tratta di un sistema ampiamente consolidato che prevede la realizzazione della struttura mediante un sistema a traliccio basato su travi in legno (massiccio o lamellare). I vuoti vengono riempiti con isolante (solitamente fibra di legno o lana di roccia) e il tutto viene chiuso da pannelli in legno truciolare o multistrato. L’interno viene finito a cartongesso (o fermacell), mentre all’esterno si trova un isolamento a cappotto intonacato (di materiale e spessore variabile).


LA PARETE MASSICCIA

Fatta eccezione per le cosiddette “blockhaus”, edifici in cui la struttura piena si trova direttamente esposta all’esterno dell’edificio, le moderne pareti prefabbricate a pannelli prevedono all’esterno il cappotto come gli edifici basati su telaio e vengono finite all’interno con il cartongesso, che riveste anche una protezione da eventuali carichi di incendio.

Non tutte le pareti massicce sono definibili come XLAM. In questo ultimo caso si tratta di tavole incrociate ed incollate secondo il principio delle travi lamellari, ottenendo un materiale monolitico portante, altamente resistente, anche in altezza.

Molte pareti massicce sul mercato prevedono un sistema costituito sempre dalla sovrapposizione di tavole di legno incrociate ed assemblate strato per strato con chiodature in alluminio, senza utilizzo di colle, denominato sistema MHM. I fori per porte e finestre vengono eseguiti in una fase successiva all’incollaggio mediante una macchina adibita al taglio dei pannelli.


I PRO ED I CONTRO


Si tratta in entrambi i casi di sistemi di case prefabbricate ampiamente collaudati ed efficaci. Se il parametro di riferimento resta quello delle costruzioni tradizionali poco isolate, si potrebbe liquidare la questione tirando a sorte. Ovviamente la scelta dovrà basarsi sui vantaggi e gli svantaggi che ogni soluzione comporta, ribadendo che più che di difetti si dovrebbe parlare di punti di forza.


Le pareti a telaio hanno sempre costi contenuti, comunque più bassi delle pareti massicce, con valori di isolamento termico migliori (coefficiente di trasmittanza più basso), in quanto il legno pieno isola meno di una fibra di legno o di una lana di roccia. Si prestano ottimamente a realizzare edifici semplici come le abitazioni, ma non sempre riescono a rispondere efficacemente a richieste tecniche complesse, oltre a possedere limiti per l’edificazione in altezza. La leggerezza di queste strutture le rende però poco indicate per isolare edifici in zone con prevalenza di alte temperature, a causa della bassa inerzia della parete esterna, che non risulta sempre efficace per sfasare l’onda di calore estiva.


Le pareti massicce, a causa della maggior quantità di legname impiegato e della maggior incidenza della lavorazione per il taglio e l’assemblaggio delle tavole, vengono poste sul mercato a costi superiori (sebbene competitivi rispetto all’edilizia tradizionale a basso consumo). L’isolamento invernale di questi edifici è molto buono, ma non raggiunge l’efficienza delle strutture intelaiate, mentre ottimo è quello estivo, grazie alla notevole “massa” del legno. Gli edifici a parete piena risultano infine molto resistenti ed adatti alla costruzione in altezza o per realizzare soluzioni architettoniche impegnative, al pari degli edifici in muratura.


Concludendo, per le abitazioni singole e tutti gli interventi semplici o di ridotte dimensioni conviene affidarsi ai collaudati sistemi a telaio prefabbricati, economici e performanti, mentre per gli interventi più complessi come uffici o edifici pubblici può essere preferibile il ricorso a pareti massicce.

Friday, July 23, 2010

INTERRARE LE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO

IL LEGNO CHE COSTITUISCE LA STRUTTURA DELLE CASE PREFABBRICATE DEVE ESSERE PROTETTO DAL CONTATTO DIRETTO CON L’ACQUA, EVITANDO PERICOLOSE RISALITE DI UMIDITA’ PER CAPILLARITA’.

Io come molti altri, soprattutto in questi ultimi tempi, ho intenzione di realizzare una biocasa in legno. Trattasi di una villetta su 2 piani per la quale sto attualmente valutando sia la tecnica XLAM che quella a TELAIO.
Nel caso del mio progetto, la zona giorno è semi-interrata, esiste infatti una porzione della zona giorno che per ovvi motivi volumetrici è interrata.
Quali sono i rischi nell'utilizzare il “legno” per la realizzazione del piano seminterrato ?
Ovviamente a progetto è prevista un'intercapedine di 70cm, ma mi chiedevo se l'ambiente poco aerato e scarsamente illuminato e quindi inevitabilmente più umido possa creare problemi nel tempo alle strutture in legno.
Inutile dire che tutte le aziende di case prefabbricate consultate non hanno sollevato alcun problema tranne una che proprio ieri mi ha messo penso a ragione la famosa “pulce nell’orecchio.
Inoltre non vorrei ostinatamente voler fare la casa in legno per poi trovarmi ad avere problemi legati ad una bellissima terrazza (tetto piano) che ahimè porta acqua ed umidità alla zona giorno sottostante.


CASE HAAS, HAAS FERTIGBAUIl fatto che molte aziende di case in legno abbiano considerato favorevolmente la fattibilità dell’intervento non deve essere interpretato a mio avviso come mancanza di scrupolo. All’atto pratico, l’intercapedine, se ben concepita, può essere più che sufficiente ad aerare il piano, evitando persistenti condizioni di umidità.
Mi sembra di capire che stiamo parlando di un piano parzialmente interrato e non di uno scantinato.
L’istallazione a questo livello dell’edificio di un impianto di ventilazione meccanica controllata a recupero di calore potrebbe garantire condizioni ottimali di percentuale d’acqua nell’aria, tenendo sotto controllo il tasso di umidità in tutte le stagioni.
Ovviamente, se da un lato l’intervento può essere ritenuto ammissibile, bisognerebbe capire se questa soluzione sia davvero indicata per la realizzazione del piano seminterrato. Una costruzione in cemento armato o in laterocemento, mantenendo l’intercapedine de adeguatamente protetta da un isolamento a cappotto all’esterno, potrebbe essere interessante dal punto di vista puramente termico, risultando maggiormente indicata sotto l’aspetto costruttivo. Chiaramente bisognerebbe conoscere il progetto
e le scelte tecniche previste per ottimizzare l’impermeabilizzazione dell’edificio. Nel caso specifico, avendo a disposizione le piante, la sensazione è che l’intervento del seminterrato sia realizzabile sia in legno che in tradizionale.
Cerchiamo di riassumere pertanto i pro e i contro delle due soluzioni.

COSTRUZIONE TRADIZIONALE:

  • Ideale per interventi contro terra o in condizione di umidità persistente se adeguatamente impermeabilizzato, si può evitare l’extracosto dell’intercapedine.
  • Costi medio-bassi.
  • Isolamento termico accettabile se adeguatamente coibentato con cappotto esterno.
  • Manutenzioni limitate nel tempo.

CASE PREFABBRICATE IN LEGNO

  • Non è possibile posare contro terra, necessità pertanto di un’intercapedine adeguatamente progettata, meglio ancora se con impianto di ventilazione meccanica.
  • Costi più alti del tradizionale.
  • Alto isolamento termico anche nel locale seminterrato, pari ai piani superiori.
  • Manutenzioni costanti nel tempo e monitoraggio al fine di evitare ristagni di umidità, in particolare nella zona dell’attacco al suolo.

Saturday, June 12, 2010

LE PARETI INTERNE DELLE CASE PREFABBRICATE

LE DIFFERENZE TRA LE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO E LE COSTRUZIONI TRADIZIONALI NON SONO PARTICOLARMENTE SIGNIFICATIVE DAL PUNTO DI VISTA DISTRIBUTIVO. E’ COMUNQUE IMPORTANTE CONOSCERENE ALCUNI ASPETTI, PER COMPRENDERE I VANTAGGI E GLI EVENTUALI LIMITI.


Mi hanno detto che se volessi spostare una tramezza, non sarebbe possibile, in quanto i muri interni sono portanti e che quindi potrebbero esserci problemi per l’edificio.


I moderni sistemi a telaio delle case prefabbricate vengono realizzati con un sistema di pareti leggere che non prevede l’impiego di un orditura principale costituita da grossi pilastri, ma di numerosi montanti in legno, solitamente massiccio, posizionati con un passo costante e ravvicinato, di media sezione, sia per le pareti esterne che per quelle interne. Nell’edilizia tradizionale, in particolar modo negli anni dal dopoguerra sino agli anni novanta, si è fatto largamente uso di strutture portanti in cemento armato e tamponamenti e tramezze in laterizio non portante. Il principale vantaggio di questo sistema costruttivo era l’estrema flessibilità nella disposizione dei muri e, soprattutto delle aperture, sia all’interno degli edifici che in facciata.

pareti haas, parete haas, parete prefabbricata, parete in legnoNegli ultimi anni, soprattutto per ragioni termiche, i muri esterni hanno preso gradualmente “consistenza”, con l’impiego di mattoni alveolari portanti, di crescente spessore, mentre all’interno le tramezze leggere rimangono ad oggi il sistema costruttivo più utilizzato per la realizzazione dei muri.

Le case prefabbricate sovvertono questo sistema strutturale, impiegando un sistema a telaio portante su tutte le pareti, esterne ed interne.

Relativamente ai muri interni, i vantaggi sono evidenti. Le pareti, il cui spessore oscilla tra i 13 e i 15 cm, a seconda della ditta di case prefabbricate, sono isolate termicamente ed acusticamente, permettendo di ricavare un’ottimale microclima interno, senza dispersioni o passaggi di calore o rumore tra le stanze, con alti valori di comfort. In questo modo inoltre le proprietà statiche sono sempre notevoli, in quanto i carichi vengono ripartiti in modo del tutto uniforme su tutte le pareti, permettendo di dimensionare comunque al minimo le sezioni dei muri, esterni ed interni, utilizzando semplicemente il legno come materiale strutturale. Ovviamente se la funzione di una parete è anche quella di scaricare sulle fondazioni i pesi su di essa gravanti, bisognerà valutare attentamente, qualora le mutate esigenze funzionali lo esigano, l’eventuale abbattimento o lo spostamento di muri. Il problema non è esclusivo delle case prefabbricate in legno, ma lo possiamo trovare in qualsiasi edificio tradizionale i cui muri interni rivestano funzione portante.

In questo caso specifico, il ricorso a travi e putrelle in acciaio (che non di rado viene effettuato con leggerezza) per sopperire all’allegro abbattimento dei setti originari, diviene l’unica possibilità per modificare la distribuzione planimetrico-funzionale.

Tali interventi sono costosi ed invasivi e vanno presi come riferimento per comprendere che anche le case prefabbricate si possono modificare, ma che si deve sempre valutare tecnicamente lo spostamento delle pareti, prevedendo rinforzi strutturali adeguati, qualora siano ritenuti necessari dall’ingegnere incaricato.

Tuesday, May 25, 2010

LEGNO E PIETRA PER LE CASE PREFABBRICATE

UN SISTEMA COSTRUTTIVO SEMPLICE COME QUELLO DELLE CASE PREFABBRICATE SI PRESTA A MOLTEPLICI APPLICAZIONI. L’UTILIZZO DI UNA TECNICA MISTA LEGNO-TRADIZIONALE E’ POSSIBILE, MA BISOGNA SEMPRE VALUTARE IL SINGOLO CASO E LE CONSEGUENTI IMPLICAZIONI PRATICHE.

Gentile architetto, è possibile integrare una struttura in pietra ad una in legno, e cioè se nel caso di una casa in pietra in condizioni di stabilità buone anche se da ristrutturare, sia possibile integrare alla parte in pietra una parte (un piano ad esempio) in legno.
Ovviamente immagino che sia da valutare da caso a caso, ma quello che al momento vorrei sapere è se è una cosa comunque fattibile o no, anche perchè l'accostamento pietra-legno mi piace particolarmente e forse è anche un modo per poter integrare più armoniosamente la casa al paesaggio, naturalmente mi riferisco a quei paesaggi dove di solito le case sono state storicamente costruite in pietra.

Sopraelevazioni ed ampliamenti sono agevolmente realizzabili con le case prefabbricate in legno.

case haas, haas fertigbauLeggerezza strutturale, velocità di esecuzione, tempi certi, sono vantaggi importanti che possono rendere conveniente economicamente l’intervento, limitando i disagi dovuti al cantere, in particolare qualora l’edificio sia permanentemente abitato. Di queste specifiche applicazioni ho parlato a più riprese, ribadendo la fattibilità dell’intervento in quasi tutte le circostanze.
Peraltro una tecnica mista legno-pietra è una tipologia edilizia assai diffusa in regioni come il Trentino Alto Adige in cui è assai facile incontrare edifici con struttura basamentale in pietra al piano terra ed i piani superiori realizzati in legno (a sua volta a vista od intonacato).
Tale tipologia costruttiva è chiaramente riproponibile anche per interventi ex-novo senza alcun problema, case prefabbricate comprese.
Ci si potrebbe domandare peraltro quali vantaggi potrebbero esserci per il cliente, dato che la grande efficienza energetica delle case in legno non trova riscontro adeguato negli edifici in muratura, se non a costi elevati e a prezzo di notevoli attenzioni progettuali ed esecutive.
Una soluzione alternativa più performante energeticamente, tutto sommato economica, molto valida esteticamente, può essere il ricorso a pannelli in pietra ricostruita o geopietra, facili da montare sul cappotto isolante esterno delle case in legno. Questa scelta consente di massimizzare l’isolamento dell’edificio realizzando con la tecnica delle case prefabbricate l’intera costruzione.
Il ricorso ad un’impresa tradizionale resta necessario per le strutture interrate e le fondazioni.
Attenzione ovviamente al sistema di fissaggio che dovrà essere compatibile con le case in legno al fine del mantenimento delle lunghe garanzie, con pesi limitati al metro quadro di superficie di parete esterna e senza tecniche invasive che possono creare “falle” termiche del tutto indesiderabili.
E’ possibile utilizzare questi materiali di rivestimento anche all’interno dell’edificio, senza particolari controindicazioni.
Le case prefabbricate in legno possono pertanto essere utilizzate anche in contesti vincolati senza troppe difficoltà, coniugando versatilità d’utilizzo ed isolamento termico eccellente, a patto di conoscere bene il sistema costruttivo impiegato.

Monday, May 17, 2010

I MURI DELLE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO

L’ASPETTO COSTRUTTIVO PIU’ INNOVATIVO DELLE CASE PREFABBRICATE E’ LA PARTICOLARE COSTRUZIONE DELLA PARETE CHE VIENE REALIZZATA CON STRUTTURA IN LEGNO, IN UN PACCHETTO CHE COMPRENDE VARI MATERIALI.

Buongiorno. Volevo proporle un tema che mi sembra non sia stato approfondito nel suo blog e cioè quello delle tecniche costruttive riferite alle pareti. Mi hanno infatti proposto la costruzione dei muri con la tecnica a "traliccio" in quanto sembra essere (come evidenzia anche lei nel blog) la più economica e pratica da attuare. Mi piacerebbe sentire un suo parere approfondito in merito e sarebbe altrettanto interessante conoscere e confrontare le altre tecniche costruttive utilizzate nelle case prefabbricate in legno.


case ecologiche, case biologiche, case naturaliLa parete esterna delle case prefabbricate è senz’altro l’elemento più innovativo ed interessante che permette alle case in legno prestazioni energetiche di rilievo, con spessori di parete sempre contenuti.

Si tratta di un tema ampiamente trattato, per cui rimando alla lettura degli articoli già pubblicati sull’argomento, come le case prefabbricate a parete massiccia, attraverso l’utilizzo del cosiddetto XLAM, o l’analisi delle pareti a traliccio (o platform flame – baloon frame), che da molti anni si sono affermate come un vero e proprio standard per le case prefabbricate, grazie al loro costo contenuto, l’ottima resistenza statica e all’alto livello di isolamento raggiungibile.


Salve architetto, volevo chiederle un parere sui diversi tipi di pareti che vengono adottati per le case prefabbricate.

Mi pare di capire che i materiali più utilizzati per "riempire" i muri siano la lana di roccia, la fibra di legno e la cellulosa. Non sono riuscito a trovare in rete opinioni imparziali su queste tre tipologie, quindi le vorrei chiedere, quali sono i pro e i contro di questi elementi?? della fibra di legno mi preoccupa il fatto che possano formarsi muffe all’ interno a causa di un non corretto trattamento dell’umidità. Sopratutto mi chiedo, vuoi la cellulosa, vuoi la fibra di legno, con il passare dei decenni non si "polverizzano", non perdono la loro consistenza iniziale, insomma esiste il pericolo di un decadimento interno delle pareti??

Sul mercato delle case prefabbricate, in particolare per i prodotti commerciati nel nostro paese, si è consolidato un graduale passaggio dalle lane minerali alle fibre di legno. Sono oramai rare le case in legno con coibentazione in fibra di vetro (materiale dalle ottime capacità isolanti, ma con minore massa e pertanto meno prestazionale rispetto al caldo estiva). La fibra di vetro ha inoltre una certa tendenza a perdere consistenza e ad afflosciarsi nel corso degli anni, per cui sarebbe senz’altro un materiale da scartare.

La lana di roccia, al contrario, è un materiale isolante ideale per molti versi. La sua composizione minerale lo rende inattaccabile da insetti, muffe, funghi. Le capacità coibenti sono ottime e presenta una buona tenuta nel tempo. E’ a buon diritto un isolante naturale che rientra in pieno tra i prodotti utilizzabili in bioedilizia.

Nonostante ciò la tendenza dei produttori di case prefabbricate è di soppiantare la lana di roccia con le fibre di legno ad alta densità, in quanto l’inerzia termica di una parete a traliccio (il cui spessore difficilmente supererà i 30 cm) dipende in buona parte dalla massa dell’isolante interposto tra i montanti in legno. La lana di roccia resta un materiale leggero, poco indicato per proteggere dal calore estivo, tipico del nostro territorio. Le pareti delle case prefabbricate basate su questo materiale presentano valori di sfasamento inferiori rispetto a quelle che prevedono una coibentazione in fibra di legno, assai più adatta e performante, pur con valori di isolamento termico invernale comparabile alle lane minerali.

La fibra di legno ad alta densità utilizzato nelle case prefabbricate è un prodotto naturale, molto stabile e difficilmente attaccabile (anche perché protetto adeguatamente nel pacchetto di parete), realizzato con pressatura di resti di segheria, in forma di tagli scartati e trucioli, senza l’aggiunta di leganti e privi di sostanze nocive, facilmente smaltibili mediante riciclo, compostaggio o combustione.

La massa della fibra di legno rivela un ottimo comportamento acustico nelle case prefabbricate, non solo per il rumore trasmesso dall’aria, ma anche per quello da calpestio e per l’assorbimento acustico in tutti i campi di frequenza.

Friday, May 14, 2010

IL COLORE DELLE CASE PREFABBRICATE

LA SCELTA DEL COLORE DELL’ABITAZIONE APPARE UN ASPETTO POCO SIGNIFICATIVO RISPETTO AI TEMI DEL RISPARMIO ENERGETICO E DELLA BIOCLIMATICA NELLE CASE PREFABBRICATE.


La tinteggiatura di un fabbricato può costituire comunque una questione da non sottovalutare, soprattutto se vogliamo ottenere un comportamento dell’involucro edilizio efficiente termicamente.

Intuitivamente i colori chiari assorbono poca radiazione solare, al contrario di quelli più scuri.

Un corpo bianco respinge le radiazioni di tutti i colori, mentre uno nero assorbe tutta la radiazione luminosa.
L’effetto pratico è che i colori scuri tendono a riscaldarsi maggiormente di quelli chiari in quanto assorbono l’energia del sole contenente calore.

case prefabbricate in legnoQuesto tipico comportamento dei colori fa parte dell’esperienza quotidiana e può essere riapplicato con profitto nella selezione del colore più appropriato rispetto alle specifiche condizioni climatiche del luogo.
Nella fascia mediterranea, in particolare nei paesi caratterizzati da clima caldo come la Grecia o nel Nord Africa, le abitazioni vengono tradizionalmente tinteggiate con colori chiari, in particolare il bianco.

Il bianco puro infatti riflette tutte le radiazioni luminose, respingendo l’energia e il calore di tutta la gamma cromatica. Le abitazioni bianche si mantengono più fresche, a parità di isolamento termico, di quelle tinteggiate in colori scuri, ma, ovviamente, sono meno in grado di assorbire passivamente l’energia del sole durante la stagione invernale.

Nelle case prefabbricate i colori scuri andrebbero evitati in ogni caso, affidando eventualmente alle vetrate rivolte a sud (opportunamente schermate durante l’estate) la funzione di captare l’energia solare nella stagione fredda. L’eventuale beneficio ottenibile durante i mesi freddi potrebbe costituire un problema serio durante l’estate, costringendo all’installazione di sistemi di condizionamento energivori, del tutto incoerenti con i principi ecologici delle case in legno.

Nell’esperienza delle case passive si fa spesso uso di colori scuri e non sono rare le abitazioni tinteggiate persino di colore nero. Si tratta chiaramente di casi limite in cui il raffrescamento passivo dell’edificio è comunque tenuto sotto controllo con sofisticati sistemi di ricircolo naturale come le cosiddette “torri del vento”. Tale approccio appare tuttavia poco indicato rispetto alle semplici abitazioni che vengono richieste normalmente dal cliente delle case prefabbricate in legno.

Nel nostro paese la sollecitazione termica del colore, intesa come l’azione degradante dell’irradiazione solare sull’intonaco dell’edificio non trova un preciso riferimento normativo. La scelta della tinta è per lo più un aspetto soggettivo, legato a semplici ragioni estetiche o, al massimo, di inserimento urbano e quasi mai riferita all’aspetto termico.

E’ possibile calcolare un preciso indice di riflessione per una superficie di facciata riferito al singolo colore, in una gamma che va dal bianco (valore 100, massima riflessione) al nero (valore 0, massimo assorbimento). I valori più alti, intuitivamente, si riferiscono ai colori chiari.

Senza entrare troppo nel dettaglio, è possibile rapportare la temperatura dell’aria esterna con la temperatura di colore della superficie dell’edificio, stabilendo quali colori risultano più appropriati in relazione alle specifiche condizioni climatiche ed alle caratteristiche della facciata.

Chiaramente al cliente delle case prefabbricate importa soprattutto capire quale gamma di tinte possa essere più indicata per la finitura della propria abitazione.

Si deve tenere conto che le case in legno sono presentano all’esterno quasi sempre uno strato di isolamento a cappotto finito ad intonaco con una granulometria di tipo medio-fine (2-3 mm), che tende per sua natura a limitare le riflessioni.

Il consiglio è certamente quello di evitare colori scuri e di indirizzare la scelta verso le tinte chiare naturali, anche nella scelta del colore esterno dei serramenti.

Friday, April 30, 2010

SOPRAELEVARE CON LE CASE PREFABBRICATE

LA LEGGEREZZA DELLE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO CONSENTE DI INTERVENIRE AGEVOLMENTE IN SITUAZIONI STRUTTURALI CHE RENDONO SCONSIGLIABILI LE TECNICHE COSTRUTTIVE TRADIZIONALI.

Gentilissimo arch. Crivellaro, siamo una famiglia composta da 4 persone (2 bimbi piccoli ) ed attualmente viviamo sopra alla farmacia di mio marito, in provincia di Como, in quello che era nato come appartamento per i turni e ci si presenta quindi l'urgente necessità di un ampliamento tramite sopraelevazione al fine di ricavare almeno 2 camere da letto ed un bagno.
Documentandoci, anche tramite il Suo interessante blog, saremmo indirizzati verso una struttura prefabbricata
.
Quale può essere un percorso utile a chiarirci le idee e trovare la soluzione più adatta a noi?

Le case in legno presentano, a parità di volume, un carico permanente dovuto al peso dell’edificio estremamente basso rispetto a quelle tradizionali.
case in legno, case di legnoNel caso pratico di una sopraelevazione, va evidenziato che una struttura interamente in legno (tetto, pareti) andrà a gravare in misura assai inferiore rispetto ad una realizzata in muratura piena con tetto in laterocemento.

Lo spessore delle pareti richiesto dalla normativa per un muro tradizionale comporta un ulteriore aumento del carico permanente, non sempre compatibile con il dimensionamento originario dell’edificio sottostante.
Le case prefabbricate in legno possono essere montate a secco in pochi giorni, agevolando le operazioni in cantiere e minimizzando i disagi, qualora l’abitazione sottostante richiedesse uno sgombero temporaneo o fosse permanentemente abitata.
Le ditte di case prefabbricate pongono solitamente un limite dimensionale al cliente, imponendo un minimo di 50-60 mq. (esistono comunque aziende più flessibili, ben felici di realizzare fabbricati di dimensioni minime).
L’unico scrupolo sarà la preparazione del piano di posa della sopraelevazione in legno che andrà eseguito secondo le specifiche tecniche fornite dalla ditta, solitamente con la realizzazione di un cordolo perimetrale in cemento armato ed un bordo superiore del solaio perfettamente livellato. Tale piano andrà comunque verificato da un tecnico della ditta di case prefabbricate prima della messa in produzione dell’edificio.
Va comunque fatta a priori un’attenta verifica statica rispetto alla capacità di sopportazione del carico da parte della costruzione sottostante e delle strutture di fondazione esistenti.

Al carico permanente dovuto all’edificio in se andrà aggiunto il carico accidentale dovuto alla presenza di persone e mobilio, oltre al carico neve (tenendo conto dell’antisismica), che potrebbero richiedere costosi interventi di consolidamento e rafforzamento statico.
Riassumendo, le case prefabbricate in legno si prestano ottimamente agli interventi di sopraelevazione di edifici, grazie al peso leggero ed ai tempi di realizzazione ridotti, ma si dovrà preventivamente verificare le caratteristiche della struttura portante sottostante e i costi di costruzione complessivi derivanti dall’acquisto della casa in legno (che, se di piccole dimensioni, potrebbe risultare alto rispetto ai metri quadri coperti) e dagli eventuali interventi di rafforzamento strutturale sull’edificio esistente.

Saturday, April 24, 2010

I TEMPI CERTI DELLE CASE PREFABBRICATE

LE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO POSSONO GARANTIRE ALL’ACQUIRENTE UNA TEMPISTICA GARANTITA DI POCHI MESI PER LA REALIZZAZIONE DI UN EDIFICIO, ANCHE AD UN LIVELLO CHIAVI IN MANO.

Le case in legno consentono un notevole controllo sui costi, che evita sorprese economiche, purtroppo assai frequenti per le costruzioni tradizionali, a causa della scarsa programmazione, dell’assenza di capitolati, di computi metrici approssimativi, di contratti d’appalto inefficaci e di varianti ed integrazioni “gonfiate” ad arte.
Il cliente delle case prefabbricate può contare su di un contratto chiaro e trasparente e le stesse eventuali modifiche alla campionatura si rivelano semplici e facilmente quantificabili.
case prefabbricate, case in legnoLa questione della tempistica, altro tallone di Achille dei cantieri italiani (con tutte le dovute eccezioni, sia chiaro), è un aspetto assolutamente rilevante delle case prefabbricate, che permette una serena pianificazione della costruzione.
In molti casi, l’acquirente sarà costretto a reperire un alloggio in locazione e ad organizzare un duplice trasloco, con tutti i disagi del caso. Si comprende come dei tempi lunghi ed incerti rappresentino un problema di non poco conto.
Le case in legno permettono, al contrario, una costruzione veloce e facilmente programmabile, le cui fasi possono sinteticamente essere:

  1. Esecuzione delle strutture di fondazione (platea o interrato) da parte di un impresa di costruzione tradizionale. In questo caso una platea viene realizzata in un tempo evidentemente assai più breve rispetto alla costruzione di un piano scantinato vero e proprio. La tempistica dipende comunque dal costruttore stesso, anche se non va trascurata l’influenza negativa degli agenti atmosferici (ghiaccio e pioggia in particolare), per cui sarebbe ideale iniziare il cantiere con la bella stagione.
  2. Rilievo del bordo superiore della platea o del solaio da parte della ditta di case prefabbricate.
    E’ essenziale la corretta esecuzione della struttura di ancoraggio della casa in legno vera e propria, in quanto non sono ammissibili grandi tolleranze, in particolare rispetto all’orizzontalità del piano di posa, a causa della particolare costruzione delle case prefabbricate, che non prevede la possibilità di compensare in opera eventuali errori realizzativi. Tuttavia, nella fase di costruzione in stabilimento, si potrà adattare il bordo superiore a quanto eseguito effettivamente dall’impresa.
  3. Realizzazione delle pareti in fabbrica.
    Occorrono circa due mesi per preparare tutti i componenti per il montaggio, da assemblare in cantiere. La prefabbricazione vera e propria si limita alle pareti esterne comprensive di serramenti ed a quelle interne, predisposizione degli impianti elettrico ed idraulico compresa. Tutte le strutture orizzontali (solai e tetto) verranno velocemente assemblate sul posto.
  4. Montaggio dell’edificio in cantiere, con tempi velocissimi, da un giorno ad una settimana al massimo.
    I montatori si limitano a riassemblare quanto già realizzato all’interno dello stabilimento.
    In genere le case prefabbricate possono essere montate in poche ore ed essere finite esternamente in tre giorni, manto di copertura compreso.
  5. Impiantistica e finiture, sino al chiavi in mano, realizzate in circa tre mesi.
    Si tratta di tempi meno sorprendenti rispetto al montaggio del grezzo, poiché tutte le lavorazioni vengono eseguite in opera dalle varie squadre di idraulici, elettricisti, posatori, serramentisti.
    Ad esempio, i massetti dei pavimenti sono analoghi a quelli che vengono realizzati in cemento per qualsiasi abitazione tradizionale, a riprova che le case prefabbricate in legno sono edifici a tutti gli effetti e che le uniche differenze riguardano la costruzione delle pareti, finalizzata al risparmio energetico.

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